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L'imbuto

dove passa l'Arte

Trinity Buoy Wharf - rigenerazione urbana a suon d’arte


Trinity Buoy Wharf era originariamente una gloriosa associazione di marinai nata nel 1500 con il benestare di Enrico VIII, ma sul finire degli anni ‘90 non era che una zona abbandonata di baracche navali fatiscenti. Ora è un fiorente centro per le arti e industrie creative, con una comunità di oltre 350 persone che vivono o lavorano in questa surreale e suggestiva realtà sulle rive del Tamigi. Quello che colpisce non appena arrivati è proprio l’affascinante atmosfera “industrio-navale” che il posto ancora conserva. Infatti il sito ha subito si un’attenta riqualificazione, ma senza uno sviluppo eccessivo. Mantenendo quest’aria trasandata di metalli e ruggine che l’Imbuto ha amato subito!

Si rimane abbagliati dai palazzo-container dai gialli e rossi accesi che ricordano un po’ dei Lego giganti assemblati l’uno in capo all’altro. In realtà questa genialata architettonica offre studi per pratiche artistiche e anche abitazioni, grazie al recupero di vecchi container navali. Dall’esterno affascinano per i loro colori e i grandi oblò-finestre, e all’interno emanano energia creativa: si percepisce che in quegli studi c’è un flusso d’arte che viaggia veloce e instancabile.

Ma Trinity Buoy offre un sacco d’altre meraviglie. Ospita una galleria d’arte, ampi studi per le arti performative, un basement umido e spettrale che da spazio a mostre di giovani artisti emergenti e spettacoli teatrali. Due american diner vecchia scuola (che ricordano un po’ Pulp Fiction) che fanno degli hamburger sublimi. E ancora, street art, installazioni, studi di piccoli artigiani indipendenti. Tutte attività ed edifici incentrati sull’eco-sostenibilità, tra l’altro.

E’ un posto grandioso davvero….ma il meglio è senza dubbio il vecchio faro che ora ospita Longplayer, quello che potremmo chiamare uno strumento musicale “indipendente e longevo”. Infatti questo dispositivo, progettato da Jem Finer, è concepito per suonare la sua composizione musicale per 1000 anni. Senza ripetersi e senza fermarsi. Composto da semicerchi in ferro battuto che reggono ampie bacinelle “cantanti”, ha iniziato a suonare il 31 dicembre 1999 e smetterà nel 2999. La tecnologia che sta dietro questo prodigio musicale rimane un po’ misteriosa, ma l’Imbuto si accontenta di godersi questa atmosfera un po’ Zen creata dal suo delicato suono, mentre si gode la fantastica vista su un Tamigi grigio dalla cabina del faro.

L’imbuto in trasferta consiglia a turisti e ai molti emigrati a Londra di andarci assolutamente, per vedere mostre e altri eventi o solo per assaporare questo posto fatiscente che trasuda creatività da ogni oblò!

 

11 mesi fa

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